Verso una agricoltura sostenibile: i pilastri di una strategia vincente

Troppo spesso abusato, il termine sostenibile ben si presta all’ ambito dell’agricoltura, soprattutto se quest’ultima è intesa in chiave moderna, al passo con i tempi.

L’agricoltura sostenibile mette infatti insieme tre elementi oggi imprescindibili per le imprese agricole che vogliono sopravvivere e competere: innovazione, redditività ed etica. Questi si sposano  con il concetto di sostenibilità inteso nelle sue tre direttrici, dunque economica, sociale e ambientale. L’attività agricola, infatti, non può essere solo orientata al profitto (sostenibilità economica), ma deve tenere anche conto del benessere delle persone che lavorano nel settore (sostenibilità sociale) e del suo impatto su risorse e territorio (sostenibilità ambientale).

Ma come si passa dalla teoria alla pratica? Sono almeno tre i pilastri su cui puntare: la tecnologia, il supporto alle scelte dell’imprenditore e gli investimenti mirati. Per questi ultimi sono necessari giudizi di convenienza che tengano in considerazione una serie di aspetti, tra cui le caratteristiche del tessuto produttivo italiano.


Investimenti sostenibili

L’Italia infatti, pur vantando produzioni eccellenti e certificate riconosciute a livello globale, si caratterizza per una spinta frammentazione del territorio agricolo. Il che significa che, a livello strutturale, le aziende agricole italiane sono di piccole dimensioni, spesso condotte da famiglie che si avvalgono solo saltuariamente di manodopera specializzata. E, pertanto, investimenti troppo ingenti non risultano sostenibili. Il che spiega, per esempio, il ritardo nella diffusione dell’agricoltura di precisione, troppo spesso intesa come un modello di agricoltura che necessita di investimenti importanti, in cui l’imprenditore non intravede un ritorno immediato.

Eppure, per rendere le aziende agricole più smart e sostenibili, sono sufficienti investimenti tutto sommato contenuti, capaci non solo di ottimizzare la gestione delle risorse, ma anche di supportare le scelte dell’imprenditore. È il caso della sensoristica, capace di rendere monitorabili una serie di parametri e di permettere alla azienda di essere connessa e sostenibile.


Ridurre l’impatto ambientale

Per comprendere al meglio che cosa si intende per agricoltura sostenibile, è bene analizzare ciascuna componente separatamente. Per le aziende agricole, sostenibilità ambientale significa ridurre l’impatto delle attività sulle risorse naturali e sul territorio. Il che è possibile solo ottimizzando la gestione degli input produttivi: ridurre il consumo di acqua, preservare il suolo e il suo contenuto in termini di sostanza organica, ridurre il ricorso alla chimica e ai fertilizzanti di sintesi, sono tanti piccoli passi che portano verso un’agricoltura più sostenibile dal punto di vista dell’ambiente. Andando nel concreto, per realizzare gli obiettivi appena menzionati, un valido supporto arriva dalla tecnologia: l’impiego di sensori, anche non particolarmente sofisticati, permette infatti di intervenire solo quando davvero serve, riducendo così i passaggi delle macchine in campo, con conseguente riduzione delle emissioni in atmosfera e il compattamento del suolo ,degli interventi idrici, si irriga solo quanto e quando realmente necessario, in funzione dei parametri rilevati in campo. Ed infine dei trattamenti, si concima e si diserba solo al bisogno e, soprattutto, tempestivamente.


I benefici economici e sociali

Il che, vien da sé, porta a immediati benefici economici e sociali (dunque alla sostenibilità economica e sociale dell’impresa agricola), perché un minor consumo degli input produttivi (acqua, carburante, fitofarmaci, fertilizzanti) significa risparmiare concretamente del denaro. Inoltre, un numero inferiore di trattamenti e di passaggi in campo, significa anche ridurre l’impiego della manodopera. Il che, oltre a tradursi in un minor aggravio dei costi, ha importanti risvolti etico-sociali: il surplus di lavoro nelle aziende agricole è il primo fattore che determina l’abbandono delle aree rurali. L’impiego di tecnologia, che permette il monitoraggio da remoto delle condizioni in campo, senza che sia necessario un sopralluogo fisico, semplifica la gestione della azienda e riduce la necessità di essere in loco h24.


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